13/03/08
Con mio
rammarico (ma era necessario, viste le condizioni
in cui grava la didattica e l'assenza di buonumore
e fiducia nell'insegnamento), lascio i cari allievi
dell'Università della musica e voglio in questo
sito, che continuerà ad essere il punto di
incontro per ritrovare e scaricarei i file delle lezioni,
ringraziarli tutti per l'affetto e la simpatia che
mi hanno comunicato.
Da oggi potetre trovare
sulla homepage (accanto alle citazioni), i links di
due luoghi dove mi si può rintracciare, ossia
l'associazione culturale Pensagramma
(un piccolo ma salubre spazio di condivisione di
conoscenza e di idee, oltre ad essere anche
un'ottima sala prove, con servizio di prenotazione
on-line e di hard disk recording, in cui mi occupo
di corsi di basso, pianoforte, teoria e laboratori);
lo spazio blog su musica, arte e tecnologie varie,
il cosiddetto MATblog
in cui ogni martedi ("Un martedì storico",
questo il titolo della giornata dedicata) tradurrò
ed offrirò del materiale per la continuazione
del corso di Storia della musica (che verrà
tenuto comunque, sotto la guida del mio amico Emanuele
Flandoli).
Veniamo
ai files di oggi:
Storia
della musica Lezione 9 (Musica latino-americana e
canzone italiana da inizio '900 alla Seconda guerra
mondiale)
Per
i miei allievi bassisti del corso di tecnica:
Tecnica
I-II (versione in pdf del testo cartaceo)
Per
coloro che seguivano il corso di Ear Training:
Il
colore del suono, David Burge
Grazie a tutti di cuore!
Davide De
Caprio
06/03/08
L'importanza
del colore musicale.pdf (Secondo capitolo del
testo di David Burge)
Storia
della musica Lezione 8 completa (Terza e ultima
parte delle lezioni sul musical)
12/02/08
Di seguito troverete
i file delle lezioni svolte questo pomeriggio (ho
inserito due cartelle .rar comprensive di power point,
immagini ed audio). La prossima settimana sarò
assente e le lezioni riprenderanno regolarmente il
27 febbraio:
Ear
Training Lezione 8 (Lezione
preparativa al lavoro pratico dell'allenamento dell'udito).
Storia
della musica Lezione 8 (Prima e seconda parte
delle lezioni sul musical).
buono studio!
Davide De
Caprio
6/02/08
Un po in ritardo ma
ecco di seguito i files delle lezioni svolte in queste
due settimane:
Ear
Training Lezione 7 (I timbri degli strumenti musicali)
Ear
Training Ascolti Lezione 7 (Singoli strumenti in contesto
orchestrale)
Storia
della musica Lezione 7 (la Swing Era)
Storia
della musica Ascolti Lezione 7 (la Swing Era)
Storia
della musica Lezione 8 (Le origini del musical)
Davide De
Caprio
24/01/08
Volevo informare tutti
i partecipanti al corso di Storia della musica che
dalla prossima settimana la lezione si terrà
in un'unica fascia oraria (dalle 15:00 alle 17:00),
anziché in due sedute da un'ora e mezza l'una.
Di seguito il materiale degli argomenti trattati mercoledì
scorso:
Storia
della musica Lezione 6
Storia
della musica Ascolti 6
Ear
Training Lezione 6
Davide De
Caprio
16/01/08
Ben ritrovati, di seguito
troverete i links della lezione odierna di Storia
della musica. Per la lezioni di Ear Training (Lezione
6) sto preparando un file più grande che contenga
sia le notizie storiche di armonia sia una dettagliata
spiegazione degli elementi dell'analisi armonica canonica
(argomento della prossima lezione). Per questa settimana
potete scaricare una serie di ascolti sull'evoluzione
della tessitura armonica (da Gesualdo a Stravinskij):
Ear
Training Ascolti 6 (prima parte)
Storia
della Musica Lezione 5
Storia
della Musica Ascolti 5
20/12/07
Oggi ho tenuto un seminario
sul sistema uditivo e la percezione del suono alla
Facoltà di Filosofia La Sapienza, nell'ambito
del corso di Storia della Scienza del professore Giorgio
Stabile. Ecco il Power Point della lezione:
Sistema
uditivo
Dopo una settimana
di sosta per problemi organizzativi sono riprese regolarmente
le lezioni presso l'Università della Musica.
Di seguito i file delle lezioni e le cartelle in .rar
degli ascolti:
Ear
Training Lezione 5
Ear
Training Ascolti 5
Ear
Training pdf 5
Storia
della musica Lezione 4
Storia
della musica Ascolti 4
Vi auguro buone feste
Davide De
Caprio
5/12/07
Ear
Training Lezione 4
Ear
Training ascolti 4
Purtroppo per problemi
organizzativi dell'UM non si sono potute tenere le
lezioni di Storia della Musica (cercheremo di recuperarle
strada facendo).
Davide De Caprio
28/11/07
Ear
Training Lezione 3
Storia
della musica Lezione 3
Come promesso ho caricato
anche degli ascolti per le lezioni di Ear Training
e Storia della musica:
Ear
Training ascolti 3
Storia
della musica ascolti 3
Davide De Caprio
27/11/07
La lezione di Ear Training
del martedì (17:00-18:00) è stata cancellata
per motivi di disponibilità personale. Perciò
chi volesse comunque seguire il corso o spostare l'orario
è pregato di comunicarmelo tramite mail (david.decaprio@virgiliio.it).
Orario deifitivo Ear
Training: mercoledì 13:00/14:00
Davide De Caprio
22/11/07
Ear
Training Lezione 2
Passi del De Institutione
musica di Boezio in pdf:
Chi
è il musico?
I
suoni e gli elementi della musica
Tre
specie di musica
Storia
della musica Lezione 2
15/11/07
Materiale ed orari
definitivi delle lezioni di Ear Traning e Storia della
musica:
Ear
Training Lezione 1 orari: martedì 17:00/18:00
mercoledì 13:00/14:00 aula 10.
Articolo "Percezione
immediata e armonia: da Platone a Boezio"
Storia
della musica Lezione 1 orari: mercoledì
15:00/16:30 primo gruppo 16:30/18:00 secondo gruppo,
tutti in auditorium.
Sto preparando per
entrambi i corsi una serie di compilation audio di
quello che ascoltiamo a lezione. La distribuzione
sarà fatta o via penna dati oppure sempre tramite
il mio sito per chi ha tempo di scaricare via internet.
Buon lavoro
Davide De Caprio
08/11/07
Potete scaricare il
materiale delle lezioni di Ear Training e Storia della
musica tramite i seguenti link (i file sono in Power
Point):
Ear
Training Lezione 0
Storia
della musica Lezione 0
Articolo di introduzione
allo Ear Training: "Appunti
di Ear Training"
Buon lavoro
Davide De Caprio
06/11/07
Avviso importante:
corsi e giorni in cui
sarò presente all'Università della musica
(anno 2007-2008)
Tecnica del basso elettrico
(lunedì dalle 16:00) aula 2
Ear Training (mercoledì
dalle 13:00) aula 10
Storia della musica
(mercoledì dalle 16:00) auditorium
Per facilitare lo scambio
di materiale questo sito sarà adibito nella
sezione Database per le informazioni ed i programmi
dei corsi.
A presto
Davide De Caprio
20/06/07
E' uscito il mio primo
libro, una raccolta di poesie dell' adolescenza scritte
per il web ed ora riunite in 50 pagine dalla Libroitaliano:

Domenica 24 giugno
suonerò alla presentazione del primo disco
di Evandro Gabrieli "Sei Gradi Di Sperazione",
di cui ho curato l'arrrangiamento, presso la libreria
Bibli
di Roma:

4/05/07
Mr.Bawer
ci fa ripercorrere la storia di Pim Fortuyn, scrittore,
sociologo e politico, asssasinato in una Olanda ormai
simbolo irrimediabile della caduta dell'identità
di una Europa dprmiente:
"Many political
assassinations leave behind haunting questions. How
would Reconstruction have gone under Lincoln? Could
the Vietnam debacle have been avoided if President
Kennedy had lived? Five years after Fortuyn's murder,
it can feel as if Volkert van der Graaf robbed Europe
not only of a brilliant champion of liberty, but of
its one great chance to save itself before it's too
late." The
New York Sun
Bruce Bawer
è autore del libro While
Europe Slept
02/05/07
Parliamo del
male, della teconologia e del volto umano
Consigli di
un giovane ai giovani sulla perdita del senso (prima
parte)
Non voglio risolvere
alcun problema, né accresce questioni ma aprire
un dibattito nel cuore di tutte le persone che si
domandano perché il mondo va in un certo modo
e quale sia il nostro compito, ovvero il compito di
giovani studiosi attenti ai problemi e mai soddisfatti
della prima versione di un evento.
Poiché la materia
è lunga e richiede il coraggio di esporsi in
maniere totale e perenne voglio inoltrarmi su tre
punti fondamentali che dispiegherò nel corso
di queste settimane: il male, la tecnologia e il volto
umano.
La prima obiezione
che mi si può fare è perché scrivo
in un blog di mia iniziativa, che tratta ti arte e
di scienza, questioni che entrano nel merito di problematiche
universali.Fin dal primo articolo che ho scritto ho
voluto far notare che il perno centrale delle questioni
che girano intorno ad un tale progetto è sì
la scienza, ma quella che si interroga sulla sua natura
e sui suoi scopi.
Di fronte a questa
considerazione di ciò che viene dichiarato
scientifico pongo il problema che viene sempre più
eliminato dalle questioni scientifiche: la fede, la
credenza, la questione della verità e le questioni
ultime della conoscenza. Non dico che la scienza le
abbia disconosciute, ma anzi che le manovri con così
grande facilità da averle superate e deglutite
in nome dell’utilità dei suoi mezzi.
Cosa c’entra
il male se si può eliminarlo in modo tecnico?
Cosa c’entra oltretutto il vuoto e la perdita
di senso, se si riduce l’evoluzione del mondo
a qualcosa di spiegabile in sé?
Bene, sappiamo tutti
che il giovane medio italiano nella maggior parte
dei casi non si schiera da nessuna parte, è
disincantato, addirittura da alcuni sondaggi che leggo
oggi (1 maggio 2007), su Repubblica, è molto
labile, sospeso tra più identità, compresso
nel gruppo e nella rete di amicizie scolastiche e
comitive mutanti, in una sorta di rapporto familiare
con l’altro ma senza la vecchia istituzione
della famiglia, al di fuori del recinto di casa: poiché
è la comitiva la casa o l’identità
che man mano viene a costruirsi.
Senza fare moralismi,
la mia generazione, quella dei ventenni di oggi, ha
in parte virato verso questo fenomeno nuovo e in parte
se ne è allontanata, per motivi sia culturali
sia per una entrata veloce nel mondo del lavoro. La
generazione dei ventenni di oggi ha però le
stesse caratteristiche del dinamismo destra-sinistra
dei nostri padri, conservatori e rivoluzionari. Quella
parte che è stata traghettata verso un nuovo
concetto di filiazione tra coetanei ha fatto entrate
all’interno di un tale dualismo anche il fenomeno
della stasi, dell’assenza di polarità,
producendo quello che a ragione si è chiamato“disincanto”.
Era normale che tra
una dicotomia delle ideologie forti (sempre però
all’interno di una costruzione in molti casi
antica di famiglia, in entrambi gli schieramenti)
e una assenza di queste si venisse a creare una originale
ideologia, che media tra le due e si pone come uno
stimolo forte o un impulso alla costruzione dell’
ideale di legalità e pulizia nel mondo, nei
fatti, nei confronti della storia e dell’educazione
di chi ci conduce in modo becero (nel nostro paese
e fuori).
Quello che sto scrivendo
da quale ventenne proviene? Di quale mistura voglio
impastare il mio quesito e la mia riflessione?
L’indole del
mio status è quella dell’osservatore
e dello studioso, che ancora crede e vive nell’idea
della filiazione familiare antica e nell’idea
(mai ideologia) della ricerca di una identità:
attenzione, la ricerca non è una poltrona d’oro,
non è un lasciapassare per la stasi, ma è
una tensione verso alcuni principi che man mano possono
anche venir cambiati, ma in nome di una onestà
intellettuale e di un pensiero attivo, non come quello
di una identità che si dichiara fin dalla sua
nascita come passiva ed imperturbabile (uno scetticismo
delle tribù e delle comitive nell’adolescente
medio oppure un disfattismo alla ricerca delle sue
prede, tipico del ventenne che si dichiara non tanto
apolitico ma legalmente nella giusta idea di real
politic).
Veniamo allora al dunque,
al male in primis. I fatti tragici non li vediamo
più come un simbolo dell’oscurità,
l’uomo moderno e secolarizzato, informato o
non, non percepisce più l’attuale come
se fosse all’interno di un mondo che contiene
il male. Ciò che una volta era peccato oggi
è biologia, mancata applicazione di una regola,
immagine da scaricare se volete, tecnicismo dell’azione
umana, in pratica un evento spiegabile non più
per mezzo di una entità che è al di
là dell’uomo ma solamente comprensibile
attraverso il metro di giudizio dell’uomo isolato
nei suoi fenomeni.
Ciò che è
più grave inoltre è che il male, in
questa sua completa risoluzione, non si pone più
come una domanda ma come una risposta alla quale rispondere
senza alcun tentennamento. Se il male può essere
codificato, essere chiarito in modo efficace, esserne
trovate le radici della sua essenza, allora l’uomo
può anche estirparlo, sempre in modo tecnico,
in nome del piacere, della soddisfazione e del ludibrio,
addirittura usufruendo del male stesso come mezzo
per mettere da parte il dolore (l’aborto, pillola
abortiva, eutanasia, esperimenti su embrioni), quello
si il vero volto di ciò che deve essere evitato.
Sono un conservatore? Sono un clericale? La mia posizione
cerca di guardare nei fatti, facendo una autopsia
al progresso e constatare come il problema del male
sia sempre in noi avvertibile in ciò che è
visibile (perché è dato dall’informazione,
dal giornale, dal video) mentre lo escludiamo in ciò
che è invisibile o che opera attraverso la
lente dell’infallibilità (non quella
ex chatedra Petri, ma quella dello scienziato cartesiano
ed ateista allo stesso tempo).
“La riflessione
filosofica contemporanea considera la reale possibilità
del superamento del male. La secolarizzazione ha portato
al massimo la convinzione che l’uomo possa vincere
il male con le sue conoscenze scientifiche, le sue
conquiste tecniche e con la cooperazione internazionale
globalizzata” (Angelo Amato, Segretario della
congregazione per la Dottrina della fede)
Perché la filosofia
contemporanea, nella sua veste di conoscenza più
alta, quella discorsiva, quella che si batte tra prove
e controprove esclude il problema dell’esistenza
del male proprio nei tempi moderni, quando è
stata sempre al centro delle discussioni metafisiche,
da Leibniz a Paul Ricoeur ?
Dietro questa esclusione
ed allo stesso tempo incapacità di dare una
pur minima identificazione al male, c’è
la stessa preoccupazione che Kant esprimeva per la
fine della metafisica nell’epoca della critica
dei saperi scientifici. La metafisica era rimasta
nell’indifferenza, si era arenata e non riusciva
a rinvigorirsi attraverso quel mutamento di metodo
che la matematica e la fisica avevano attuato attraverso
una chiara distinzione dei loro oggetti e della loro
estensione:
“E’ vano
infatti fingere indifferenza nei riguardi di indagini
del genere, il cui oggetto non può mai essere
indifferente alla natura umana. Gli stessi presunti
indifferenti, anche se cercano di mimetizzarsi dando
un tono popolare al linguaggio di storia, tosto che
pensano qualcosa, finiscono inevitabilmente per cadere
in quelle affermazioni metafisiche verso cui ostentavano
tanto spregio.” (Emanuele Kant, Prefazione alla
prima edizione della Critica della ragion pura)
Ma il filosofo di Konigsberg
è importante anche perché ha scisso
la questione della fede e della ragione, separando
i due piani e indirizzandoli verso due tipi ragioni,
rispettivamente una pratica ed una pura. Ritorneremo
su questo punto per analizzare il rapporto tra fides
e ratio, nella possibilità di un loro incontro
e non di un loro scontro, in cui il controllo della
tecnologia è il sintomo della nostra razionalità
più matura e non più oscurantista.
A chi bisogna riferirci
per porre i fatti in una luce diversa, per rispondere
alla sfida che il male ci rilancia sempre, ad ogni
mossa, come se la tentazione del diavolo a Cristo
nel deserto fosse una partita che si rinnova sempre,
e sembrerebbe non avere fine?
Il mio consiglio è
quello di non disprezzare, ma anzi seguire nell’attuale
l’insegnamento di qualcosa che sempre più
riteniamo come passato e come ridicolo: la morale
giudaico-cristiana. Non credo che possa piacere a
tutti una cultura secolarizzata che pensa di vivere
come se il male non ci fosse. Forse non tutti sono
d’accordo sul fatto che oggi la modernità
non voglia più convivere con esso ma si sforzi
per combatterlo. Personalmente credo di no, e la risposta
sta proprio nell’onestà di comprendere
il consiglio suddetto come una radice della nostre
comprensione dell’attuale.
Una delle campagne
più grandi dell’ateismo e dello scientismo
che si è diffuso nella secolarizzazione moderna
è che l’uomo grazie alla tecnologia possa
essere libero di agire secondo la sua propria natura,
avendo smascherato chi fosse il vero male che non
permetteva all’uomo di poter godere l’esperienza
della vita.
La liberazione dall’idea
che l’entità del male è un elemento
materiale estirpabile e secondario (un software a
cui possiamo accedere come ad una pagina di un libro
giallo sull’omicidio di Cogne, un gioco da poter
filmare e scambiare tra coetanei per telefonino, una
strage ad una università bollata come semplice
diffusione di armi in un paese in cui il possesso
di un’arma è un diritto, le maestre di
Rignano Flaminio subito bollate di pedofilia senza
conoscere i fatti ma solo attraverso testimonianze
prima di un processo), pone chi lo considera come
qualcosa di spirituale, di oltre umano, del male come
qualcosa che supera il singolo e va a rappresentare
un potere che si annida nelle opinioni false e nella
vita mediatica (una atmosfera o una coltre diffusa
che non è un mero difetto o disturbo dei nostri
geni) , in uno stato di inattualità, come se
il Vangelo e l’Antico Testamento non fossero
adatti a spiegare meglio il male di come lo facciamo
noi, presunti laici, atei, in cima ad una montagna
a guardare in basso come ad uno stato iniziale oramai
inutile arrivati in vetta.
“Personalmente
mi rifiuto di vedere nel cristianesimo una qualunque
forma di invito alla rassegnazione, anzi lo considero
un appello straordinario alla volontà e alla
libertà dell’uomo. Scorrendo le pagine
dei Vangeli, si vede quanto spazio abbia lasciato
il Cristianesimo alla libera scelta di ognuno, dall’invito
a seguirlo rivolto al giovane ricco all’atteggiamento
verso i suoi discepoli. Del resto, se le società
cristiane si sono evolute di più delle altre
nel corso della storia, non è forse a causa
di questa scintilla? Secondo il cristianesimo, la
storia degli uomini, pur avendo un suo senso, non
è già stata scritta. Al contrario, questa
religione rifiuta qualunque idea di fatalità
o destino, a vantaggio dell’esercizio della
libertà e della responsabilità dell’uomo,
aiutato dallo Spirito.” (René Rémond,
accademico di Francia, “Il nuovo anticristianesimo”)
Oggi sbirciando nel
concerto del primo Maggio a Roma, ho sentito il presentatore
nell’anteprima che ironicamente scherzava sulla
Chiesa e l’evoluzionismo: la Chiesa non si è
evoluta ecco perché ce l’ha con l’evoluzionismo.
Spero che alla mente ed al cuore di noi giovani attenti
questa rimanga una battuta (anche se per molti è
una certezza). Il mio atteggiamento non è quello
di dovermi e dovervi convertire al cattolicesimo,
ma di non considerarlo come estraneo ai tempi che
viviamo, come ad una storiella di cui si mette in
dubbio anche l’origine (Odifreddi) o si vagheggia
su matrimoni della Maddalena (Dan Brown).
L’avvento di
un Papa teologo come Ratzinger non è un assalto
alla comprensione di ciò che è bene
o che è male, ma una grande opportunità
per noi studiosi di confrontare la nostra ragione
che spiega i fatti con chi invece scrive e ha scritto
tesi sulla conciliazione tra fede e ragione, tra il
Dio dei filosofi e il Dio della fede, tra l’attuale
e l’inattuale.
Ma soprattutto credo
che il nostro pensiero sia un pensiero debole, che
ha paura del male ma crede che esso si sia evoluto
e faccia parte del caso. Se questo fosse il metro
di giudizio allora non credo che i problemi del mondo
possano essere risolti, anzi la risoluzione dei problemi
a cui tutta la conoscenza viene assimilata in un adattamento
continuo al caso, non si potrebbe porre il problema
del male, perché esso è di per sé
spiegabile: è infatti un problema come gli
altri e risolvibile come un problema matematico.
Da giovane che
dialoga con altri giovani spero che il male non sia
posto come una questione qualunque, ma come un quesito
metafisico, alto, da temere per comprendere, da considerare
come al di là della razionalità per
essere risolto nelle sue conseguenze terrene: tra
la facilità del male e dei fatti e la profondità
del mondo opto per la seconda, ma sempre con la coscienza
kantiana di non poter dominare un campo così
radicale attraverso la sola ragione ma servendomi
della ratzingeriana armonia con il campo della fede.
05/04/07
Non è
stato un quid pro quo ma il pazzo di Theran ha inferto
una dura sconfitta alla diplomazia di Blair e dei
suoi alleati tutti.
Anche l'editoriale
del New
York Sun rimane duro sulla liberazione per nulla
scambiata, come si vorrebbe far credere, per una soluzione
diplomaticamente neutra ed incidentale. Ci serva da
lezione sia per non liberare più ostaggi sia
per essere pronti a rispondere più severamente
a chi imprigiona i nostri alleati:
" The Twelfth
Imam hasn't yet surfaced publicly, and these columns
do not count themselves enemies of Shia Islam. But
we find it hard to read a quid pro quo of any sort
in the case of the royal marines as anything but a
defeat for the Atlantic alliance and a win for the
madman. Perhaps once the marines have returned home
safely, Prime Minister Blair will turn his thoughts
to working with his allies to make the kidnappers
pay a heavy price"
Liberati i
15 soldati britannici: un atto di diplomazia? no,
è solo un bel gioco di prestigio (in cui noi
siamo i conigli).
Un colpo di scena messo
in atto dal circense Mahmoud Ahmadinejad ci regala
gli ostaggi europei britannici. La domanda che si
rivolge la stampa inglese in queste ore (domanda che
si rivolgerà l'Europa intera si spera) è
come mai questa liberazione, perchè in così
poco tempo, ed anche quale legame ha ciò con
la strategia delle 48 ore di Blair e della sua calma
fermezza, ma soprattattutto quale connotazione strategica
può scaturire da un atto che domani suoi giornali
verrà commentato come esempio di vera diplomazia
e lungimimarente azione politica?:
"Mahmoud Ahmadinejad
certainly has a sense of political theatre. After
droning on about American and British perfidy for
about an hour at his press conference today, the Iranian
president pulled a rabbit out of the proverbial rabbit
and announced a "gift" to the British people:
the release of the 15 British naval personnel held
by Iran" Mark
Tran
"After these appearances,
Mr Larijani clearly calculated that his country had
extracted the maximum benefit from holding the captives
and the time to release them was approaching. In the
grandeur of her office on Tuesday, Mrs Beckett urged
caution in "assuming that we're likely to see
a very swift end to this crisis". At that moment,
Sir Nigel was about to hold his critical talks with
Mr Larijani. Syria, Iran's main ally in the Middle
East, announced that it was trying to resolve the
situation. Qatar, a friend of Britain in the Gulf
and near neighbour of Iran, was also helping. A
grave diplomatic crisis was resolved with a speed
that surprised everyone - except Sir Nigel and Mr
Larijani." David
Blaire
"So what caused
this sudden turn about?
Certainly Mr Ahmadinejad
has not suddenly gone soft on the West. Most of his
press conference yesterday was taken up with a diatribe
against America and Britain, who were blamed for most
of Iran’s historical setbacks and most of its
current ills.
He also repeated the
claim that the captured Britons had entered Iranian
waters illegally. To reinforce the point he pinned
a medal to the chest of the Iranian officer responsible
for capturing them.
The only possible explanation
is that the release was ordered by Ayatollah Ali Khamenei,
Iran’s Supreme leader, who has so far not spoken
publicly about the 13-day crisis." Richard
Beeston
Un fatto è piano
di tanti fatti, un regalo, una medaglia regalata alla
guardia costiera iraniana, una pubblica concessione
e una pubblica umiliazione: non sono questi esempi
di una nazione che pretende di poter perdonare e di
avere l' ultima parola su tutto? Non è questa
la nazione che fa le notizie, che le promulga sotto
forma mediatica e le riempie di grandeur o di semplice
gioco strategico per non impelagarsi in ulteriori
restrizioni contro il nucleare?
L'Europa e gli europei
si pongano queste domande e cerchino di imparare d'ora
in poi a chiudere sempre più ogni rapporto
con questa mina vagante e folle, questa madrassa impazzata
e gravida di suicidi, coltivata e immolata nel nome
della cancellazione di Israele.
E' il gioco del gatto
con il topo, per ora il gatto si è divertito
ma è il momento che il topo si inventi una
via di fuga più reale, attiva e responsabile.
Timeo Danaos et dona
ferentes: Europa ascolta il Laocoonte di Virgilio
e chiudi le porte a questo nuovo cavallo di Troia,
poichè non è nè caso nè
strategia ragionevole a farlo avanzare, ma una cultura
a noi nemica e difficilmente propensa al dono senza
sè e senza ma, il dono democratico pacifista
e neutralizzante.
Altro che 300, altro
che Persiani o Spartani che dir si voglia, qui siamo
di fronte a degli Achei forti delle loro convinzioni,
dei loro eroi e dei loro dei protettori: il loro motto
è il do ut des preso all' inverso, dalla parte
dell' uomo che combatte come un dio e che porta il
suo messaggio in ogni atto della sua vita ed in ogni
segno senza motivo della sua pseudodiplomazia.
Davide De
Caprio
3/04/07
Tre buoni
motivi per non dirci europei (o per chiudere l'ONU)
Siamo seri, siamo di
buon senso e non cerchiamo di credere che sia utile
il comportamento delle Nazioni Unite di fronte ai
problemi della nostra società, della nostra
identità e della nostra cultura. A fronte di
un dialogo sempre aperto, le proposte che provengono
da questo palazzo non rispondono adeguatamente al
nostro tempo. Accettazione delle radici cristiane,
libertà alle vignette satiriche anti-islam,
ammissione del genocidio in Darfur, lapidazione dei
gay, e in ultimo la deplorazione dell'arresto umiliante
dei 15 marinai britannici: l' ONU non concorda e non
accetta nulla di tutto ciò ma si sforza solo
di esprimere una "grave preoccupazione".
Oggi Mark Steyn
dal New York Sun si chiede se un tale organismo sia
necessario ( " Is
the U.N. Necessary ?" ):
"But this is a
season of anniversaries. A few days ago, the European
Union was celebrating its 50th birthday with the usual
lame-o Euro-boosterism. I said up above that the 15
hostages are "British subjects." But, as
a point of law, they are also "citizens of the
European Union."
Even Oxford and Hoover's
Timothy Garton Ash, one of the most indefatigable
of those Euro-boosters, seemed to recognize the Iranian
action was a challenge to Europe's pretensions. "15
Europeans were kidnapped from Iraqi territorial waters
by Iranian Revolutionary Guards," he wrote. "Those
14 European men and one European woman have been held
at an undisclosed location for nearly a week, interrogated,
denied consular access, but shown on Iranian television,
with one of them making a staged ‘confession,'
clearly under duress. So if Europe is as it claims
to be, what's it going to do about it?"
La risposta dell' Europa
ci dice Steyn è quella di non fare "niente".
E questa laconica e
lapidaria risposta è seguita da ben più
gravi atti di incoscienza e di nichilistico silenzio:
I diritti
umani preservati dall' ONU ( difendere la fede islamica
e gli atti dei suoi rappresentanti)
"The statement
proposed by the Organization of Islamic Conference
addressed what it called a "campaign" against
Muslim minorities and the Islamic religion around
the world since the Sept. 11, 2001 terrorist attacks
on the United States.
The resolution, which
was opposed by a number of other non-Muslim countries,
"expresses deep concern at attempts to identify
Islam with terrorism, violence and human rights violations."
It makes no mention
of any other religion besides Islam, but urges countries
"to take resolute action to prohibit the dissemination
of racist and xenophobic ideas and material aimed
at any religion or its followers that constitute incitement
and religious hatred, hostility, or violence."
ELIANE
ENGELER
" has enacted
one resolution after another condemning one single
state: Israel. In eight pronouncements—and there
will be three more this session—Hamas and Hezbollah
have been granted impunity. The entire rest of the
world—millions upon millions of victims, in
191 countries—continue to go ignored.
So yes, this Council
is doing something. And the Middle East dictators
who orchestrate this campaign will tell you it is
a very good thing. That they seek to protect human
rights, Palestinian rights.
So too, the racist
murderers and rapists of Darfur women tell us they
care about the rights of Palestinian women; the occupiers
of Tibet care about the occupied; and the butchers
of Muslims in Chechnya care about Muslims.
But do these self-proclaimed
defenders truly care about Palestinian rights?
Let us consider
the past few months. More than 130 Palestinians were
killed by Palestinian forces. This is three times
the combined total that were the pretext for calling
special sessions against Israel in July and November.
Yet the champions of Palestinian rights—Ahmadinejad,
Assad, Khaddafi, John Dugard—they say nothing.
Little 3-year-old boy Salam Balousha and his two brothers
were murdered in their car by Prime Minister Haniyeh’s
troops. Why has this Council chosen silence?"
UN
WATCH
Credo sia chiaro a
tutti che un tale pericoloso strumento rappresenta
la porta del disfacimento e in generale un inservibile
mezzo di riflessione, poichè questo rappresenta,
ossia un mezzo che non incide ma dialoga soltanto
utilizzanto la parola senza strategia e senza messaggio,
degno rappresentate del pacifismo senza frontiere,
vuoto perchè scetticco fino all' osso.
E' il demone e il frutto
più pericoloso del dopoguerra, una speranza
che non si fonda su radici comuni ma sull'accettazione
di molte idee e di poche risposte.
Sono contento che non
ammetta le radici cristiane, poichè sarebbero
inopportune e senza criterio farle rientrare in un
tale sistema dell' etica da supermerkato, che impone
restrizioni al mercato di iTunes prostrandosi agli
interessi di Russia e Cina (rispettivamente nel caso
Iran e nel Darfur).
Un vuoto che avanza
non ha il diritto di avere alcune radici di sorta,
e per questo di vivere nel caso e di interpretarlo
nel migliore dei modi: dialogando con esso senza mai
imporre un "caso".
Che si venga a produrre
questo è totalmente leggittimo ma non voglio
sottoscriverlo e invito chiunque a diffidare di questa
Europa vigliacca, senza storia e senza scopi (che
non siano di mercato).
Chiudo con le parole
del saggio Churchill citato da Steyn nel suo aimè
attualissimo articolo sulla nostra vecchia Europa
pasticciona (e dannosa):
"It is better
to be making the news than taking it," wrote
Winston Churchill in 1898. But his successors have
gotten used to taking it, and the men who make the
news well understand that" Mark
Steyn New York Sun
Davide
De Caprio
29/03/07
Come vendere
la musica: nuove e vecchie idee
Sarebbe meglio dire
come selezionare il gusto, oppure come il gusto del
vendere cambi utilizzando sempre uno stesso prodotto
o una stessa tecnica di produzione.
Le nuove radio digitali
offrono servizi che ormai rendono l'ascolto completamente
al servizio di che vuole ascoltare, selezionando il
gusto e creando una sorta di blog dell' udito, un
template della scelta del nostro sentire.
Chi più in regola
con le royalty come Pandora e Last.fm, chi si limita
a fornire library come Goombah e Mog, le radio web
riorientano e risolvono a loro modo (e a nostro piacimento)
il gusto del nuovo sentire:
Imagine if YouTube
knew what songs were in your music collection,”
said Mog’s chief executive, David Hyman. “It’s
the ultimate mash-up.” New
York Times
Ma rimane in ultimo
la possibilità di far rivivere e rinnovare
il vecchio formato del suono, quello dei CD?
Slate
ci mostra come dalle litanie della morte del CD si
possa scrutare un profondo cambiamento e adattamento
del mercato e delle catene di nuovi negozi che, sia
sul web che sulla terra, sfruttano le tecniche e i
servizi della concorrenza del "nuovo" gusto:
In the case of Starbucks,
the economics of selling CDs are even more compelling.
With its 14,000-odd outlets, the company already has
a massive, highly profitable retail channel that generates
immense foot traffic daily. Each store is conveniently
outfitted with counters, which are ideal for stocking
a variety of noncoffee products that have mass appeal:
chocolates, books, and CDs.
Davide De
Caprio
27/03/07
Finalmente
on-line il blog da me diretto: The
MATblog.
Un editoriale del Washington
Post ci spiega perchè il genocidio non può
protarsi all'infinito e come l' Europa dovrebbe dare
ascolto alle proposte di Blair e rifiutare quelle
di Cina ed Egitto.
Anche se improbabile
per la grandezza di uno stato come il Darfur (una
no-fly zone che ricopre la Francia), la prospettiva
di una punizione contro la violazione di un tale "caveat"da
parte di Khartoum rappresenterebbe una buona strategia
per l'occidente riporta il Gurdian: "The government
in Khartoum is using its air force to bomb its own
civilians and to resupply its troops and allied militias
killing its own people. That's a pretty good reason
for a no-fly zone," Andrew Stroehlein, the ICG's
media director.
Davide De
Caprio
23/03/07
E' partito un nuovo
giornale on-line diretto da Giancarlo Loquenzi, molto
ben curato, a mò di blog. Auguri!
L'occidente
che non guarda l'oriente: sull'impossibilità
del dialogo
La tv palestinese di
stato al Aqsa Tv, lo sato tleggittimo, ha mandato
in onda una intervesta a due bambini la cui mamma
si è fatta esplodere martoriando cinque ebrei,
i quali sicuramente sono andati all'inferno mentre
la coraggiosa kamikaze sarebbe filata dritta in paradiso.
Questo è il messaggio del governo palestinese,
questa è la sua cultura, questo è il
partner con cui dialogare, in cui la religione si
fa veramente politica, anzi è la sua anima
e la sua fonte. Spero che l'Occidente si guardi dal
dare credito a una tale "democrazia" (non
conta quanti votano ma cosa si vota e quale ideale
venga propugnato, senza ipostatizzare la folla come
suggello di un possibilee giusto interlocutore politico)
e non accetti il dialogo con chi disprezza il valore
della vita o peggio proponga una cultura che spinge
alla coazione alla morte, nella speranza del Paradiso
e anche della caduta di Israele: una non religione
basata sul sacrificio, una mitologia che non è
mai entrata essenzialmente nello stato cosiddetto
civile ed illuminato, prevalentemente ai primordi
del Medioevo.
L'intervista
(fonte Memri)
Interviewer: "Let's
talk with the two children of the jihad-fighting martyrdom-seeker
Rim Al-Riyashi, Dhoha and Muhammad. Dhoha, you love
Mama, right? Where did Mama go?"
Dhoha: "To Paradise."
Interviewer: "What did Mama do?" Dhoha:
"She committed martyrdom." Interviewer:
"She killed Jews, right?" Interviewer: "How
many did she kill, Muhammad?" Muhammad: "Huh?"Interviewer:
"How many Jews did Mama kill?"Muhammad:
"This many... "Interviewer: "How many
is that?"Muhammad: "Five."Interviewer:
"Do you love Mama? Do you miss Mama?"Where
is Mama, Muhammad?"Muhammad: "In Paradise."Interviewer:
"Dhoha, what would you like to recite for us?"Dhoha:
"In the name of Allah the Merciful the Compassionate:
'When comes the help of Allah, and victory, and you
see people entering the religion of Allah in troops,
then celebrate the praise of your Lord, and ask His
forgiveness, for He is ever ready to show mercy.'"
René
Girard intervistato dal Foglio
il 20/03/07 (sul significato della dimensione religiosa):
"...è questa l'essenza dell'esistenza
umana, è l'origine della proibizione dei sacrifici
e della violenza. Dove si è dissolta la religione,
lì è iniziato un processo di decomposizione...L'uomo
è la specie che può sempre distruggere
se stessa. Per questo ha creato la religione...Essendo
la negazione della mitologia, il cristianesimo splende
nel momento in cui il nostro mondo si riempie di nuove
mitologie sacrificali. Nel crisianesimo, anziché
assumere il punto di vista della folla, si assume
quello della vittima innocente. Si tratta di un capovolgimento
dello schema arcaico. E di un esaurimento della violenza".
Rivisto e visibile
oggi a Manhattan uno dei film più problematici
e al di là della ragione del maestro Werner
Herzog, interpretato da Klaus Kinski: "Cobra
verde". Sembra quasi che si stia riscoprendo
un cinema che lo stesso Herzog ha ormai nelle ultime
opere dimenticato. Ma il tempo di un autore (e soprattutto
in questo caso di un artigiano del cinema che filma
la natura umana senza fingerla) è irrimediabilmente
uno scrollarsi di dosso l'ossessione senza mai perderla
di vista ad ogni fotogramma, anche del più
innocuo documentario. Lo sguorda di Herzog è
gravido di una tenebra latente e riflettente, come
un cuore di vetro, invisibile, distaccato, filosoficamente
rassegnato: il suo cinema, con veemenza o con silenzio,
ne ha sempre dato una significativa e impenetrabile
lezione.
Dall'alfabeto al thermal
microrheology ossia gli sviluppi della creazione di
un mondo parallelo e irrangiungibile, dei soft materials,
delle cellule che non si vedono ma si vorrà
un giorno denominare ed archiviare. E' l'era del corpo
che si ripiega in se stesso e non più proiettandosi
al di fuori delle sue membra: dall'orientamento nello
spazio all' orientamento d'interni.
22/03/07
Come e quando
donare tre dimensioni?
Due notizie mi colpiscono
e ve le riporto; una riguarda un quadro di Rothko
e la storia di un creativo donatore come David Rockefeller:
"Its
not always my taste, but I’m always open to
seeing what’s new."
L'altra prende spunto
da alcune "visioni" impossibili, giochi
di illusione che sfruttano il piano tridimensionale,
per provare a capire come si sviluppa e a quale stadio
preciso la nostra percezione riesca a rilevare la
struttura delle immagini e la loro ambiguità:
"...provide
important insights into the development of mechanisms
for processing pictorial depth cues that allow adults
to extract 3D structure from pictures of objects".
Nuove cose
Digitando www.lenoardodigitale.com
potrete consultare il primo archivio Italiano di storia
della tecnica e della scienza, in cui consultare digitalmente
i testi della Biblioteca Comunale Leonardiana di Vinci
ossia le opere di Leonardo a partire dal 1651. Per
visitarlo basta associarsi gratuitamente sulla pagina
principale.
Non conoscevo e vi
consiglio di ascoltare i lavori e gli strumenti prodotti
dalla compositrice giapponese Miya
Masaoka, la quale gioca con i suoni della natura
(suoni analogici a tutti gli effetti!), con le immagini
e i movimenti di animali, con le piante e con i sogni
delle persone. Una grande ricercatrice dei fenomeni
acustici.
Davide De
Caprio
19/03/07
Hi guys and well found
again,
I have passed a period
really full of studies and lives, in which the time
to daily adjourn is almost never introduced.
I want however you
to communicate an interesting lived musical experience
on last March 10 when I have recorded a dvd with Franco
Califano. The beauty of the to play is especially
in the cohesion with the colleagues (and at times
friends) and in the conviction of the job that is
developed.
The experience of a
recording (double session or rather study and live)
it never goes cultivated and pursues in the solitary
conviction to individually do well.
I am convinced
that when you works for others that for itself same,
the sonorous material, in virtue of its physical production
(as well as of its sensitive fruition), has to be
shared as turned to others and involved in others.
To be turned to others
is simply not symptom of respect for the public but
above all of humility towards the musicians with which
you works. A team of people cannot collaborate only
for a practical purpose (as that of a benefit to evening),
but a team succeeds in its assignment if it is motivated
from its free choice to work for a project. And what
project doesn't have in itself its greatest result
if not what to learn to pick up material, to distribute
it, to assimilate it, to get by it, to make it enjoyable,
perceptible as done well ,et cetera.
This is the job of
the committed musician for others, or rather to make
the "other" a field of study, a moment of
search and of involvement of ideas.
To have involved "in
others", it is above all instead to point out
the optimal sonorous surrender towards who assists
to a performance, the being serene towards a public,
the being happy on the stage and the to play with
a treatment of pieces, with a obbligato particular,
to make to be seen ready and above all to make themselves
"to see" as if you was playing a match of
soccer.
The music in its practical
lapel has a part of laboratory of research (essential
preparatory part) and a part of locker room among
the components. The friendship and the astuteness
count and resolve so many small problems, but you
can also be cohabited serenely without having them
but trying to improve the relationship with the people
with which you collaborates.
These reflections I
want to devote besides the band that has also played
in that day to the two dearrer friends of mine of
that evening (the members of the nearest locker rooms
to me) and that is Antonello Mazzeo and Roberto Donadi,
with which it will be of next exit a musical formation
for which what you have read represents the essence
of it: the "Silvia's Band."
To end I signal
you that I am edited all of my interventions on the
site past, included the exercises of technique of
the electric bass, in various files to be downloading
from the Database.
I wish you good study
and good job.
Salve a tutti e
ben ritrovati,
ho passato un periodo
veramente pieno di studi e di concerti, in cui il
tempo di aggiornare quotidianamente non si è
presentato quasi mai.
Vi voglio però
comunicare una interessante esperienza musicale vissuta
il 10 marzo scorso in cui ho registrato un dvd live
con Franco Califano. La bellezza del suonare sta soprattutto
nella coesione con i colleghi (e a volte amici) e
nella convinzione del lavoro che viene svolto.
L'esperienza di
una registrazione (doppia sessione, ossia studio e
live) non va mai coltivata e perseguita nella solitaria
convinzione di fare bene individualmente.
Sono persuaso che
sia quando si lavora per altri che per sé stessi,
il materiale sonoro, in virtù della sua produzione
fisica ( nonché della sua fruizione sensibile),
debba essere condiviso come rivolto ad altri e coinvolto
in altri.
Essere rivolto
ad altri è sintomo non semplicemente di rispetto
per il pubblico ma soprattutto di umiltà nei
confronti dei musicisti con cui si lavora. Un team
di persone non può soltanto collaborare per
uno scopo pratico (come quello di un sussidio a serata),
ma un team riesce nel suo compito se è motivato
dalla sua scelta libera di lavorare per un progetto.
E quale progetto non ha in sé il suo più
grande risultato se non quello dell' imparare a raccogliere
materiale, distribuirlo, assimilarlo, arrangiarlo,
renderlo fruibile, avvertibile come ben fatto,et cetera.
Questo è
il lavoro del musicista impegnato per altri, ossia
rendere l' "altro" campo di studio, momento
di ricerca e momento di coinvolgimento di idee.
L' essere coinvolto
"in altri", invece, sta soprattutto ad indicare
la resa sonora ottimale nei confronti di chi assiste
ad una performance, l' essere sereni nei confronti
di un pubblico, l'essere felici sul palco e il giocare
con una scaletta di brani, con un obbligato particolare,
farsi vedere pronti e soprattutto farsi "vedere"
come se si stesse giocando una partita di calcio.
La musica nel
suo risvolto pratico ha una parte di laboratorio di
ricerca (parte preparatoria essenziale) e una parte
di spogliatoio tra i componenti. L' amicizia e la
furbizia contano e risolvono tanti piccoli problemi,
ma si può convivere serenamente anche senza
averle ma tentando di migliorare il rapporto con le
persone con cui si collabora.
Queste riflessioni
le voglio dedicare oltre alla band che ha suonato
in quel giorno anche ai due miei più cari amici
di quella sera (i membri dello spogliatoi più
vicini a me) e cioè Antonello Mazzeo e Roberto
Donadi, con i quali sarà di prossima uscita
una formazione musicale per cui tutto quello che avete
letto ne rappresenta l'essenza: la "Silvia's
Band".
Per finire vi segnalo
che sto editando tutti i miei interventi sul sito
passati , compresi gli esercizi di tecnica del basso
elettrico, in vari file da scaricare dal Database.
Vi auguro buono
studio e buon lavoro
Davide De
Caprio
6/02/07
Hi guys, return to
write after two intense months of job and new projects.
I have purchased a
new instrument, electric double bass Dean, very manageable
and with an attach really full-bodied .
On February 24 I will
record a dvd with Franco Califano live to the Theater
Tendastrisce.
I am preparing together
with my friend Gerardo Spatuzzi a blog of technological
musical information from next March.
My job of construction
and composition of the three sessions of recording
of my disk I have started, a new work for me, a challenge
towards the creation and of the sound particularly.
It will be of next
exit my first book of poetries edited from the Libroitaliano.
On February 11 to the
Linux Club will take place the essay of the association
Pensagramma in which we will introduce the courses
and the laboratories me forehand, as well as the execution
both of the students and of band of new and old partners.
I believe that the
first thing to be done for realizing a product today,
a work, a piece, is in to form a sonorous material
to mould then in a second moment.
I will return to speak
of my project and of all the suggestions that are
not only born me listening the recorded ideas but
also not feeling at all them, detaching me for an
instant from that intuition for then to take back
it as new.
Lately I have listened
my friends and colleagues, who is not satisfied of
his projects, who says to have thrown away some time
in vain activities. The only suggestion that I feel
to give really, and with a lot of humility, it is
that to remain never to see only the world of a particular
angle, for instance only from that musical. At times
in the music the correct inspiration is not found,
at times you realizes too late not to have studied
enough or not to have seen anything beyond the instrument.
The good project
is for whoever what embraces every part of the knowledge
but without giving too much to see of it, limiting
to show the world as a sound but a sound full of signs
and symbols, an almost near sound to a noise, the
surround that we feel out of our window or the silence
after having it dam.
Salve a tutti,
ritorno a scrivere dopo quasi due mesi intensi di
lavoro e nuovi progetti.
Ho acquistato un
nuovo strumento, un contrabbasso elettrico Dean, molto
maneggevole e con un'attacco live veramente corposo.
Il 24 febbraio
registrerò un dvd con il maestro Franco Califano
live al Teatro Tendastrisce.
Sto preparando
insieme al mio amico Gerardo Spatuzzi un blog di informazione
musicale tecnologica in rete dal prossimo marzo.
Ho cominciato il
mio lavoro di costruzione e composizione delle tre
sessioni di registrazione del mio disco, un lavoro
nuovo per me, una sfida nei confronti della creazione
e del suono in particolare.
Sarà di
prossima uscita il mio primo libro di poesie edito
dalla Libroitaliano nella collana Seneca.
L’11
febbraio al Linux Club avrà luogo il saggio
dell’Associazione Pensagramma in cui presenteremo
i corsi e i laboratori da me diretti, nonché
l’esecuzione sia degli allievi sia di band di
nuovi e vecchi soci.
Credo che la prima
cosa da fare per realizzare oggi un prodotto, un'opera,
un brano, è nel formare un materiale sonoro
da plasmare poi in un secondo momento.
Tornerò
a parlare del mio progetto e di tutte le suggestioni
che mi nascono non solo ascoltando le idee registrate
ma anche non sentendole affatto, staccandomi per un
attimo da quella intuizione per poi riprenderla come
nuova.
Ultimamente ho
ascoltato miei amici e colleghi, chi non è
soddisfatto dei suoi progetti, chi dice di aver buttato
via del tempo in vane attività. L'unico consiglio
che sento di dare veramente, e con molta umiltà,
è quello di non rimanere mai a guardare il
mondo soltanto da un particolare angolo, ad esempio
solo da quello musicale. A volte nella musica non
si trova l'ispirazione giusta, a volte ci si accorge
troppo tardi di non aver studiato abbastanza o non
aver visto nulla al di là dello strumento.
Il miglior progetto
è per chiunque quello che abbraccia ogni parte
della conoscenza ma senza darne troppo a vedere, limitandosi
a mostrare il mondo come un suono, ma un suono pieno
di segni e simboli, un suono quasi vicino ad un rumore,
il sottofondo che sentiamo fuori dalla nostra finestra
o il silenzio dopo averla chiusa.
Davide De Caprio
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